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Cattedre, il flop del concorso

Concorso Cattedre

Fra pochi giorni si terrà il concorso per l’assegnazione di 63.712 posti come insegnante, su tutto il territorio nazionale. Il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca) aveva previsto un’ affluenza di circa 200.000 candidature per le cattedre disponibili ma stando agli ultimi dati rilevati, suddette attese sembrano essere state disilluse.

Il Miur infatti ha riportato le cifre attuali (aggiornate al 29 marzo) che contano circa 160.000 domande di partecipazione al concorso, ben 40.000 in meno rispetto alle previsioni. Vero è che si attendono ancora i dati relativi alle richieste di insegnanti non ancora abilitati ma le cifre rimangono comunque basse.

Si ritiene che in parte sia colpa di un paio di fattori legati alla solita burocrazia italiana mal gestita. Per poter procedere all’ inserimento della domanda di partecipazione al concorso è infatti necessario versare la “tassa concorsuale” tramite codice IBAN, presentandosi il  giorno del concorso muniti di bollettino pagato.

Questo step però sta creando moltissimi problemi, sopratutto ai candidati che hanno un Banco Posta ed hanno provato a fare il versamento per via telematica; sembra infatti che copiando ed incollando il codice IBAN del Ministero gli zeri vengano letti dal sistema come O maiuscole, restituendo di conseguenza l’errore che nega il completamento dell’operazione. Chi invece ha deciso di rivolgersi direttamente alla banca per pagare il bollettino, si è visto addebitare dai 6 ai 9 euro di spesa per l’operazione.

Non è certo che questi intoppi burocratici siano la reale causa della mancata affluenza ai concorsi, ma sono sicuramente parte del problema. Ricordiamo a tutti gli insegnanti che volessero prendere parte al concorso di assegnazione delle cattedre che possono ancora visitare il sito del Ministero per inviare la loro candidatura.

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